Abbassa La Tua Radio – Stefano Bollani

Appena ho letto il titolo del disco, ho avuto un attimo di panico: è un disco da 10? Probabilmente sì, ma se lo è allora lo sono molti altri dischi di Bollani, ed eviterei di affibbiare questa caratteristica a troppi dischi. Ma questo se lo merita.

L’idea è semplice: prendere pezzi degli anni ’40 e farli cantare a varie voci italiane, condendoli con un bel po’ di jazz. All’epoca Bollani era quasi una novità, e così l’aver coinvolto grossi nomi (Elio e Irene Grandi tra gli altri) è quasi una sorpresa. E il disco è intrinsecamente collegato, e condiviso, con una persona, abbastanza ricorrente in Autobiografia Di Una Testa, che è Grazia. E’ con lei che l’ho sempre ascoltato, è con lei che ho imparato a memoria queste canzoni, è con lei che mi ammazzo dalle risate ogni volta che Elio annuncia “volevo fare il vibrato” in una divertentissima “Parlami D’Amore Mariù”, ed è con lei che canticchio “Ho un sassolino nella scarpa” ogni volta che appunto mi capita o “Camminando Sotto La Pioggia” quando diluvia. Abbiamo ascoltato questo disco in tutte le salse, e quella che ricordo con maggior piacere fu una volta che siamo andati a cena fuori ad Acicastello, nei mitici giorni del FRU, che racconterò molto più in là.Eravamo in macchina e lo ascoltammo e lo cantammo dall’inizio alla fine, cosa che avremmo fatto chissà quante altre volte, ma quella fu speciale (chissà perchè, poi). In ogni caso sono estremamente legato a questo disco, ci siamo legati entrambi e…
…e pensandoci mi ricorda quando, qualche anno fa, accompagnai i miei nonni nella loro campagna. Per conciliare la musica tra me e loro portai questo disco, mio nonno era combattuto perchè adorava le canzoni della sua gioventù ma gli sembravano un po’ rovinate da questa “musica moderna” (chiamasi jazz…). Ma quando cantava Elio lui impazziva, gli piaceva un sacco, diceva che sembrava un cantante lirico. Non ebbi mai il coraggio di fargli ascoltare nessuna delle altre sue canzoni, per ovvi motivi.

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