Yoshimi Battles The Pink Robots – The Flaming Lips

Forse ho citato poco mia sorella in Autobiografia Di Una Testa, ma qualcosa di musicale l’ho condiviso anche con lei: principalmente gli 883, ma anche, incredibilmente, una canzone dei Flaming Lips. Non che si tratti di una vera condivisione: un giorno mi è passata accanto mentre ascoltavo il disco nel salone, e nella fattispecie la title track, che le è piaciuta tantissimo, tanto da chiedermi di passarle la canzone e poi di impararla a memoria e di canticchiarla spessissimo.

C’è da dire che Yoshimi Battles The Pink Robots è un disco accessibilissimo: all’interno della trilogia di album “accessibili” pubblicati tra il 1999 ed il 2006 è sicuramente il più accessibile, e la title track è una canzoncina pop completamente innocua, forse col testo fuori di testa (ma neanche troppo) ma comunque innocua. Almeno nella sua “part 1”, perché la “part 2” è un delirio di batterie e bassi sintetici che descrivono la vera lotta tra Yoshimi ed i robots rosa.

L’album si apre con una splendida canzone, Fight Test, che se nella musica ricalca (tantissimo) Father And Son di Cat Stevens, nel testo esprime voglia di lottare per i propri diritti (anche sentimentali). E’ un disco di canzoni pop, a volte tristi, a volte tristissime (It’s Summertime per me è la summa della malinconia estiva), a volte tristi ma che magari aiutano (Do You Realize??, ad esempio, scritta su un foglio di carta per Gra una mattina di ottobre di tanti anni fa e consegnata a mano da mia mamma).

Yoshimi Battles The Pink Robots è un bel disco, d’accordo, ma quando lo ascolto dal cd (o dagli mp3) manca qualcosa. Manca quello spettacolo di versione 5.1, comprata su internet un sacco di anni fa, nella quale il disco (esattamente come il precedente ed il successivo, ma in maniera ancora più marcata) si trasforma in un caleidoscopio psichedelico. Non è la semplice separazione dei canali presente nei dvd del cofanetto dei Genesis: in Yoshimi Battles The Pink Robots 5.1 succede di tutto. L’iniziale Fight Test sembra normale, se non fosse che la batteria gira lentamente in senso orario intorno all’ascoltatore; la seconda One More Robot ha il basso impazzito che gira in maniera casuale, una nota per ogni altoparlante; Yoshimi Battles The Pink Robots part 1 sembra normale ma poi la part 2 ha di nuovo questa batteria impazzita che salta di altoparlante in altoparlante; e tutto il resto del disco viaggia su questa falsariga. E’ in assoluto il modo migliore per fruirne, e il fatto che il dvd (ed l’impianto 5.1) siano a Catania mi impedisce di farlo quando vorrei. Ma quando lo faccio è sempre un viaggio acidissimo.

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