Yume! – Yeti

Gli Yeti, il mio adoratissimo gruppo sconosciuto (tra i tanti gruppi sconosciuti, ma loro lo sono particolarmente) hanno pubblicato soltanto un album ufficiale, di cui ho già parlato e a cui sono legati tanti splendidi ricordi. L’anno prima, però, ne avevano pubblicato un altro, solo per il mercato giapponese (che per qualche stranissimo motivo li ha “adottati”), che si chiamava “Yume!” e che comprendeva pezzi che sarebbero stati riarrangiati, risuonati e ricantati in The Legend Of Yeti Gonzales (il loro album ufficiale) ed altri che sarebbero rimasti confinato su quel disco. Così Yume! ho deciso di crearlo io, a modo mio, mettendo insieme i vari B-sides degli Yeti, più le canzoni che non sarebbero state pubblicate altrove, più anche delle tracce bonus presenti solo nella versione giapponese del loro album. Insomma, ho creato un album con tutte le tracce registrate dagli Yeti e non inserite nel loro unico album. Scarti? Tutt’altro.

E’ un capolavoro dalla prima all’ultima traccia: ci sono pezzi più veloci e ritmati, altri più lenti, e comunque gli arrangiamenti sono decisamente più semplici del loro album ufficiale, dove compaiono anche fiati e sintetizzatori. Qui no, qui sono veramente i Beatles quarant’anni dopo, e nella loro forma migliore. C’è una canzone dal testo geniale (Insect-Eating Man) ma tutto il resto, testi a parte, è qualcosa di incredibile. E pensare che questi sono i pezzi “scartati” dal loro album ufficiale, altrettanto meraviglioso, anzi: non so quale dei due sia meglio.

Ascoltare questo cd mi riporta all’estate dell’anno scorso, durante la quale l’ho ascoltato più e più volte, per associarvelo volontariamente (un po’ come ho fatto quest’estate con Futurology dei Manic Street Preachers). E, in particolare, l’ho associato alle mie due imprese ciclistiche. La prima fu la “classica” salita al rifugio Sapienza, che avevo già fatto un mesetto prima con Loris ma partendo da casa sua, quindi relativamente in quota; partendo da Catania fu molto più dura ed ebbi anche una crisi di fatica a pochi chilometri dalla vetta, ma ero troppo vicino per mollare e non mollai, tanto al ritorno era tutta discesa, senza neanche un metro di pianura e quindi senza che ci fosse bisogno di dare anche un solo colpo di pedale. Ma il mio vero obbiettivo era il meno noto rifugio Citelli, il mio obbiettivo ciclistico da sempre, o almeno da quando i miei avevano iniziato a raccontarmi che quando da giovani andavano a fare le escursioni al Citelli loro e quasi tutti i loro amici partivano in macchina da Catania, mentre un loro amico, ciclista provetto, li raggiungeva in bicicletta. Ecco, io sono cresciuto col mito di questo tizio (una persona simpaticissima, comunque) e finalmente l’estate scorsa riuscii a farcela, unendo la mia classica Catania-Fornazzo, fatta decine di volte negli anni, al secondo tratto Fornazzo-Citelli, percorso una volta soltanto l’estate prima, partendo da Fornazzo dove ero arrivato in macchina. Ecco, arrivare al piazzale del rifugio Citelli, partendo da Catania, mi fece capire che avevo compiuto il mio obbiettivo che mi ero prefissato da anni. E tutto questo ascoltando, tra gli altri, Yume! degli Yeti.

La scorsa estate in realtà riuscii a strabattere i tempi di percorrenza, in entrambi i percorsi. Ma, in ogni caso, tornando a Yume!, è un disco splendido, pieno di canzoni bellissime, o almeno, la mia versione è piena di canzoni bellissime. Hanno inciso ventisei canzoni in tutto e poi si sono sciolti. Ma più della metà sono dei capolavori assoluti. Disco da 10 tutta la vita.

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